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Guernica. Icona di pace
La storia dell’arazzo
4 Novembre - 5 Dicembre 2018
Dettaglio cartone per arazzo del Guernica

GUERNICA E IL CARTONE PER L’ARAZZO

Guernica è un’opera unica e uno dei capolavori più conosciuti al mondo. E’ forse l’opera più documentata della storia.

Guernica è il nome di una cittadina spagnola che ha un triste primato, essendo stata la prima città in assoluto ad aver subìto un bombardamento aereo, il 26 aprile del 1937 ad opera dell’aviazione militare tedesca. L’operazione fu decisa con freddo cinismo dai comandi militari nazisti,  per appoggiare gli sforzi bellici dei nazionalisti franchisti nell’offensiva in corso nella Biscaglia per rovesciare le sacche fedeli al governo della Repubblica Spagnola. La cittadina di Guernica non era teatro di azioni belliche, l’operazione divenne quindi esercizio di potere e atto intimidatorio, uccidendo soprattutto donne e bambini.

Quando la notizia di un tale efferato crimine contro l’umanità si diffuse tra l’opinione pubblica, Picasso era impegnato alla realizzazione di un’opera che rappresentasse la Spagna all’Esposizione Universale di Parigi del 1937. Decise così di realizzare questo pannello che denunciasse l’atrocità del bombardamento su Guernica. L’opera di notevoli dimensioni (quasi metri 3,5 x 8) fu realizzata in pochi giorni, ma fu preceduta da un’intensa fase di studio, testimoniata da ben 45 schizzi preparatori che Picasso ci ha lasciato. L’opera è diventata negli anni a seguire, simbolo di pace in quanto denuncia delle atrocità della guerra, qualsiasi guerra.

Si narra che un ufficiale nazista, alla visione del quadro, chiese a Picasso: “Avete fatto voi questo orrore, maestro?”, e l’artista rispose “No, l’avete fatto voi“.

Il Cartone, che deriva dall’olio, non solo viene fatto su carta da pacchi, in 6 strisce  larghe come il telaio, per essere modello e guida per la tessitura dell’arazzo, oggi all’ONU, ma è il primo di una serie di 26 cartoni dai quali nasceranno altrettanti arazzi, un progetto unico nell’arte del ‘900. Picasso firma tutti i cartoni e gli arazzi accanto al logo di Cavalaire, l’atelier di Jacqueline de la Baume Durrbach la geniale artista “dalle dita d’oro” capace di “tessere un dipinto” trasformandolo in arazzo. La sua straordinaria abilità conquisterà Picasso che affermerà che solo i Durrbach avranno la sua autorizzazione a trasformare le sue opere in arazzi e ne ordinerà per sé alcuni, come le Demoiselles d’Avignon, affermando che “ le tue Demoiselles tessute sono più belle delle  mie dipinte”.