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Acquisizione e Restauro
Chiesetta di Sant’Agnese
Padova, dal 2013

Sconsacrata nel 1949 dal Vescovo Agostini, la Chiesetta di Sant’Agnese si trova tra via Dante e via Sant’Agnese nel centro storico di Padova, nella zona di Ponte Molino.

La zona era caratterizzata dalla presenza dei mugnai, e forte era il commercio derivante dall’attività dei mulini. I mugnai non godevano, come anche in altre città, di grande reputazione di onestà e affidabilità, e l’aver dedicato la chiesa a Sant’Agnese, simbolo di purezza, aveva un significato anche purificatorio. Ciò aveva ancora più valore in quanto la era anche zona di prostituzione. Ponte Molino era uno dei quartieri cardine della città, la quale, come anche la chiesa, subì varie modifiche nell’epoca post-carolingia, specie dall’anno 1000. Non si conosce la data della posa della prima pietra, ma già se ne parla in un documento del 1026, in riferimento ad un episodio di incendio. Nel Medioevo è una delle chiese di riferimento di Padova. La struttura è medievale, e nel ‘700 venne rialzata. Il periodo maggiore di arricchimento e abbellimento della chiesa fu a cavallo tra il ‘600 e il ‘700. Durante la seconda guerra mondiale, un bombardamento distrusse parte della canonica che non venne più restaurata.

Al termine della guerra stessa, e dopo la sconsacrazione, venne venduta ai privati. Divenne autofficina già alla fine degli anni ’40, e rimase tale fino agli anni ’80. Quando l’officina chiuse, la chiesa versò per alcuni anni in stato di degrado e venne chiusa.

Tra le oepre d’arte presenti all’interno, poi spostate al momento della sconsacrazione, vi erano un dipinto del Tiepolo (ora alla Chiesa di San Nicolò, sempre a Padova), alcuni dipinti del Ciriello (artista del ‘600), ed altri ancora. Alcune opere sono ora al Museo Diocesano.

Notevole, da un punto di vista artistico e artigiano, è il portale della facciata principale, con una piccola statua di Sant’Agnese e gli stipiti lavorati, della fine del ‘400.

Sotto la chiesa sono stati scoperti resti di sepolture importanti di alcuni personaggi padovani, ad esempio l’autore di uno dei primi dizionari, dialetto veneto – italiano (fiorentino), un certo Patriarchi.

Il campanile quattrocentesco ha un bella cupola a cono di mattoni sopra alla cella campanaria.

In generale non è facile in questi anni recuperare documenti e informazioni sulla storia della Chiesa di Sant’Agnese, in quanto l’archivio della Curia è inaccessibile per motivi di spostamento e restauro. Ma la storia della Chiesa è di assoluta importanza, anche quale testimonianza di una zona nevralgica della città per secoli, e di periodi floridi susseguiti da periodi di difficoltà.

Il restauro, voluto dalla Fondazione Alberto Peruzzo, ed ancora in corso, ha portato alla luce molti aspetti interessanti, tra i quali una strada romana che passava sotto la Chiesa, ora a circa 2mt di profondità. La Fondazione ha voluto fortemente acquisire la Chiesa per restituirla al suo aspetto di alcuni decenni fa, come omaggio alla città e per farne luogo di cultura. Il restauro dovrebbe essere completato nel 2019.