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Marco Maria Zanin
Strati di tempo nella Chiesa di Sant’Agnese

Strati di tempo nella Chiesa di Sant’Agnese

Marco Maria Zanin
22 settembre – 18 ottobre
Casa dei Tre Oci, Giudecca, Venezia

Marco Maria Zanin (Padova, 1983) è un artista e ricercatore che usa la fotografia come principale, ma non unico, mezzo espressivo: i suoi lavori sono un’immersione dentro a ciò che il tempo ha trasformato, la ricerca di un equilibrio e di una nuova strada verso il futuro che valorizzi il passaggio del tempo e le sue tracce; c’è l’attenzione per la tradizione, i segni dell’uomo e per gli strumenti con cui modifica l’ambiente e il territorio, dall’architettura agli utensili di ieri e di oggi. Con la fotografia cerca di ridare senso e contesto a queste stratificazioni nella società contemporanea: nelle sue opere passato e presente si sovrappongono, segni lievi e altamente poetici tracciano un nuovo percorso interpretativo fatto di spazi vuoti e silenzi, nel tentativo di allacciare e riallacciare legami che mettano sempre al centro l’uomo e il suo rapporto armonico con l’ambiente.

Per questi motivi la Fondazione Alberto Peruzzo ha deciso di affidare a Marco Maria Zanin un progetto fotografico che interpreti la presenza fisica e scenografica degli spazi vuoti della Chiesa di Sant’Agnese, da anni oggetto di complessi restauri e presto pronta all’apertura, diventando sede della Fondazione stessa e luogo per progetti di arte e cultura.

La Chiesa di Sant’Agnese a Padova, eretta in età anteriore al 1202, ex luogo sacro oggi sconsacrato, è una sorta di spazio scenico che, in più fasi della propria vita, ha visto avvicendarsi identità diverse: luogo di culto nel corso del Medioevo, nel Settecento la sua struttura è stata modificata per poi essere bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale – la canonica venne parzialmente distrutta e mai più restaurata –, e sconsacrata nel 1947, fino a essere venduta a privati che, dalla fine degli anni Quaranta, l’hanno trasformata in un’autofficina la cui attività cessò alla fine degli anni Ottanta, per essere poi definitivamente abbandonata.

Scopri la storia della Chiesetta di Sant’Agnese qui >

Zanin è intervenuto all’interno dell’edificio nel corso del restauro, cercando di immortalare quei segni e frammenti da cui scaturiscono le storie e le vicende di Sant’ Agnese.

La mostra alla Casa dei Tre Oci espone 13 scatti di grande e medio formato ed è accompagnata da un testo critico di Enrico Gusella, che sottolinea come “… la fotografia, quale sistema narrativo, diventa per Zanin la dimensione visiva in cui i segni presenti – travi, frammenti, campanelli, rilievi, capitelli, mattoni, lunette, squarci – sono gli elementi cardine come esempio su cui ricostruire e ri-comporre il tutto… E i frammenti immortalati da Zanin diventano i capitoli di un’opera aperta, che si snoda attraverso rinvii e rimandi, forme e segni o di una battaglia sul campo – Sant’Agnese del resto di guerre ne ha viste molte, e da ultima si è ritrovata a essere deposito, officina, ricovero per oggetti mobili e in movimento: le auto da riparare. E leggere le fotografie di Zanin, lungo questa selezionata raccolta, è allora il modo per dare corpo a una storia, per individuare le fonti di un’archeologia contemporanea in discussione, in un’opera traversale dalla continua mutazione.”

Leggi il testo critico di Enrico Gusella>

E proprio sul frammento, o meglio sui frammenti, come sistema di segni – modo antico e archeologico di percepire e rappresentare le cose e gli oggetti, ma anche forme e configurazioni – si sviluppa l’indagine fotografica di Marco Maria Zanin sulla storia e le stratificazioni della Chiesa di Sant’Agnese a Padova.

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MARCO MARIA ZANIN | (Padova, 1983) si laurea prima in Lettere e Filosofia e poi in Relazioni Internazionali.
Artista e ricercatore, muovendosi tra i media della fotografia la scultura, sviluppa una ricerca che interseca arte e antropologia, verso una rilettura di patrimoni locali e tradizioni popolari appartenenti a piccole comunità di diverse parti del mondo. Attualmente dottorando in Antropologia presso l’ISCTE di Lisbona, vive tra Padova, Lisbona e San Paolo.
Tra le mostre personali si ricordano As obras e os dias (2017) a cura di Jacopo Crivelli Visconti, presso il Pivô Arte e Pesquisa, San Paolo; Dio è nei frammenti (2017) a cura di Daniele De Luigi presso la Galleria Civica di Modena. Nel 2019 presenta con un solo show la serie ‘Ferite/feritoie’ nella sezione PRISME di Paris Photo, presso il Grand Palais.
Sue opere sono contenute in collezioni pubbliche e private in Italia e nel mondo, tra cui MART di Rovereto, Galleria Civica di Modena, GAM – Galleria d’Arte Moderna di Genova, Salsali Museum di Dubai, Museo Morandi, MAM di Rio de Janeiro.
Nel 2015 è fondatore di Humus Interdisciplinary, una piattaforma che organizza residenze per artisti e ricercatori con l’obiettivo di dinamizzare patrimoni che non esprimono totalmente le loro potenzialità, soprattutto in aree rurali del Veneto e del Portogallo.

Leggi l’intervista a Marco Maria Zanin >