MEMBERSHIP |
BECOME A FRIEND
> Find out how to join the Friends of the Foundation club

Sign up for the newsletter to stay updated
Racconti dalla Chiesetta con lo storico Claudio Grandis

Episodio 1 – STRATIFICAZIONI DELLA CITTA’

«Lungo la facciata esterna della Chiesetta di Sant’Agnese sono visibili le tracce di due porte.
Questi accessi erano gli ingressi laterali della Chiesa riservati in passato alle donne; mentre gli uomini accedevano esclusivamente dall’ingresso principale, un tempo situato a ponente, a lato del campanile. Negli anni la Chiesa è stata ruotata di 180 gradi, e il nuovo ingresso principale si affaccia oggi su via Dante.
La porta a sinistra, più piccola, è molto antica e la sua soglia ci dà l’idea di quale sia stata la quota originaria della strada. Nel corso degli anni, la pavimentazione della città ha subito differenti stratificazioni, crescendo di almeno 2 metri. La città si trova all’interno dell’ansa fluviale del Bacchiglione, che negli anni esondava ripetutamente. Ad ogni nuovo intervento di restauro, si alzavano sia le quote degli interni sia gli esterni.
L’altra porta, a destra, più massiccia, è stata realizzata in epoca successiva, probabilmente intorno al XV secolo. Sono visibili due archi, a ricordare che la prima porta, probabilmente quella più grande, fu ridotta per esigenze interne. Nel corso del tempo, furono costruiti all’interno diversi altari che portarono alla riduzione di quello che era il varco di accesso.

Entrambe sono incorniciate con pietra trachitica, tipica delle colline dei Colli Euganei nella provincia di Padova, una pietra molto chiara proveniente dalla parte superficiale delle cave.
Per le sue notevoli doti di resistenza meccanica, di lavorabilità e, soprattutto, per la sua caratteristica antiscivolo, la trachite euganea fu estratta e lavorata sin da tempi antichissimi. Durante il Medioevo era conosciuta come silex, e sotto la Repubblica di Venezia col nome di masegna per cui i blocchi di trachite della pavimentazione in veneziano si dicono “masegni”. Prese la definizione geologica e commerciale di trachite solo dopo il 1800.

Attorno alla Chiesa, dal XIII secolo sorse un cimitero, che si sviluppava sia nella parte posteriore che anteriore della Chiesa. Questo spiega la presenza di numerose tombe, che sono state trovate durante gli scavi. Tra queste, l’arca della famiglia Mussato, affini di Albertino e di Gualbertino Mussato, personaggi che fanno parte della storia di Padova.

Per quanto riguarda la parte degli adornamenti, non sono state trovate decorazioni esterne, mentre la parte interna è stata più volte affrescata e tante tracce degli affreschi sono state ritrovate nella rimozione del pavimento che hanno permesso di rivelare oltre alle tombe anche le varie stratificazioni della Chiesa. »

#DiscoverChiesetta – Stratificazioni della città

#DiscoverChiesetta🔎In questo primo video, lo storico Claudio Grandis ci porta alla scoperta della Chiesetta di Sant'Agnese a Padova, tra aneddoti e curiosità. ⏳Nei millenni la città e le sue chiese hanno subito varie stratificazioni, che nel caso della Chiesetta di Sant'Agnese sono visibili dall'attuale livello delle porte della facciata laterale. Tali ingressi erano riservati alle sole donne, mentre gli uomini potevano accedere dal portone principale, un tempo situato a ponente, a lato del campanile. ⛪️Negli anni, infatti, la Chiesa è stata ruotata di 180° gradi. Curioso, vero? 🎥Guarda questo video per scoprirne di più.

Publiée par Fondazione Alberto Peruzzo sur Mardi 9 juin 2020

 

Episodio 2 – LA MADONNA COL BAMBINO E IL CAMPANILE

«Un altro elemento architettonico che caratterizza la Chiesetta di Sant’Agnese a Padova è il campanile.
Restaurato nel 1929, presenta un pinnacolo molto particolare, cosiddetto a pigna, tipico dell’architettura romanica. A Padova, altri edifici presentano un’architettura simile, come nel caso del Santuario della Madonna della Salute di Monteortone nel comune di Abano Terme. Il campanile è inglobato all’interno della chiesa, e secondo, l’orientamento originario, si trovava a sinistra dell’ingresso. La struttura è simile alla Chiesa di San Nicolò che si trovano non molto lontano, anche lì c’è una facciata che si trova verso ovest e il campanile a lato.

Nei lavori di restauro, una delle scoperte maggiori è stata questa immagine della Vergine col Bambino.
L’icona si presenta oggi molto scura in seguito all’annerimento delle candele che le venivano poste davanti.
Da come è stata inserita nel muro – visibili i segni classici del taglio fatto successivamente – sembra un’immagine recuperata probabilmente da un altro edificio o da una costruzione che doveva sorgere vicino.
L’opera non è un affresco, ma un dipinto incorniciata con un telaio di legno.
Scopriremo dopo il restauro, molto delicato, quale sarà il volto di questa immagine che doveva essere molto popolare. Non dimentichiamo che durante la II guerra mondiale, un bombardamento ha distrutto la canonica che si trovava difronte alla chiesa, e potrebbe essere stata recuperata questa immagine proprio da una delle murature che sono crollate con il bombardamento.
Il fatto di aver salvato questa immagine sta a dimostrare questa devozione popolare diffusa, tale da giustificare un intervento di questa natura. »

#DiscoverChiesetta – Madonna col Bambino e il campanile romanico

#DiscoverChiesetta🔎Durante il restauro della Chiesetta di Sant’Agnese a Padova sono emersi numerosi ritrovamenti, tra cui una Madonna col Bambino collocata in una nicchia esterna sulla facciata laterale della Chiesa.⛪️Sempre all'esterno, è possibile ammirare il particolare campanile con pinnacolo a pigna tipico dell’architettura romanica.🎥Ve ne parla Claudio Grandis in questo nuovo video.

Publiée par Fondazione Alberto Peruzzo sur Jeudi 11 juin 2020

 

Episodio 3 – IL QUARTIERE DEI MUGNAI

«Siamo in prossimità di Ponte Molino, uno dei ponti più antichi della città di Padova. Il suo nome deriva dalla presenza in passato di 34 ruote di mulino che popolavano la zona, in cui si macinavano i grani. Affinché funzionassero correttamente, i mulini avevano bisogno di un salto d’acqua specifico che permettesse lo stesso numero di giri. Capitava infatti, che ognuno “tirasse acqua al suo mulino” e modificasse la soglia per ottenere una spinta energetica maggiore.»

#DiscoverChiesetta – Il quartiere dei mugnai

#DiscoverChiesetta Un nuovo appuntamento in compagnia dello storico 𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶𝘀 che ci porta alla scoperta di 𝗣𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶𝗻𝗼, uno dei ponti più antichi della città di Padova.In passato sotto le sue arcate, si trovavano 34 ruote di mulino in cui si macinavano i grani. Affinché funzionassero correttamente, i mulini avevano bisogno di un salto d’acqua specifico che permettesse lo stesso numero di giri. Capitava infatti, che ognuno 𝘵𝘪𝘳𝘢𝘴𝘴𝘦 𝘢𝘤𝘲𝘶𝘢 𝘢𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘮𝘶𝘭𝘪𝘯𝘰 e modificasse la soglia per ottenere una spinta energetica maggiore. Guarda il video per conoscere altri aneddoti.

Publiée par Fondazione Alberto Peruzzo sur Mardi 7 juillet 2020

 

Episodio 4 – IL SISTEMA DEGLI ACQUEDOTTI DEL PASSATO

«La Torre di Ponte Molino è una delle due torri ad oggi rimaste con l’architettura originaria che risale all’età comunale. E’ proprio qui, in questa zona, che arrivava l’acquedotto dell’acqua che arrivava da Fontaniva, a nord della città di Padova. Una parte di questa acqua veniva utilizzata per azionare le macchine idrauliche presenti nella zona.»

#DiscoverChiesetta – Il sistema degli acquedotti del passato

#DiscoverChiesetta Torna l'appuntamento insieme a 𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶𝘀 a 𝗣𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶𝗻𝗼, zona cardine della città di Padvoa e significativo esempio dell'antica cinta muraria. In questo video, approfondiamo il sistema degli acquedotti del passato, necessaro al funzionamento delle 34 ruote di mulino che popolavano la zona.Buona visione!

Publiée par Fondazione Alberto Peruzzo sur Vendredi 10 juillet 2020

___

CLAUDIO GRANDIS | Autore di numerosi saggi dedicati ai problemi idraulici affrontati dai governanti della repubblica di Venezia in età moderna, alla storia dei mulini nella Terraferma veneta tra età medioevale e contemporanea e alla storia del territorio padovano nei secc. XVII-XIX. È stato membro del Comitato di Redazione di numerose riviste di storia locale ed è attualmente Direttore del Museo civico della navigazione fluviale di Battaglia Terme.