EN IT
MEMBERSHIP |
BECOME A FRIEND
> Scopri come entrare a far parte del club degli Amici della Fondazione

Iscriviti alla nesletter per rimanere aggiornato

Leggi la nostra Privacy policy

Guernica. Icona di pace
Pablo Picasso
4 Novembre - 5 Dicembre 2018

PABLO PICASSO

L’artista che ha cambiato il ‘900

Pittore e scultore (Malaga 1881 – Mougins, 1973), è tra i grandi protagonisti dell’arte del Novecento, rappresentando un passaggio cruciale tra la tradizione ottocentesca e l’arte contemporanea.

Il padre José Ruiz è professore di disegno e conservatore del museo di Malaga, e Pablo inizia giovanissimo a disegnare, ancor prima del trasferimento a Barcellona che avviene nel 1895. Nella nuova città Picasso partecipa attivamente alla vita intellettuale della stessa, aprendosi a tutte le correnti d’avanguardia e sperimentando con fervore varie tecniche. Vi tiene anche la sua prima personale al cabaret Els Quatre Gats.

Nel 1900 comincia a frequentare Parigi –  dove si stabilirà nel 1904 – ed il lavoro di Steinlen, Toulouse-Lautrec, Vuillard. In quegli anni i suoi lavori sono contraddistinti da un disegno stilizzato e pungente, da una intonazione monocroma blu che definisce duramente i volumi (periodo blu). Le nuove frequentazioni e il grande interesse nei confronti del circo scaturiscono nel cosiddetto “periodo rosa” (1905-1906), malinconico, ma dalle tinte più chiare e pastello. Il 1907 è un anno di svolta. Profondamente colpito dall’opera tarda di Cézanne e dalla scultura africana, realizza “Les demoiselles d’Avignon”, che in qualche modo segnano la nascita del Cubismo: tre versioni e numerosi studi del dipinto sono al centro di una ricerca ossessiva di tutte le possibilità espressive della figura umana, nella scomposizione dei volumi e nel trattamento schematico dei piani. Conosce Georges Braque, con il quale instaura un lungo periodo di sodalizio artistico, e col quale elabora poi una nuova concezione della composizione, definita “cubismo sintetico” (1912-1914). Sulla tela fanno la loro apparizione inserti di materiali diversi dal colore ad olio, fino alla punta estrema dei  papier collé e del collage. Benché Picasso non abbia esplicitamente aderito al surrealismo, le opere degli anni ‘20, in cui la deformazione giunge spesso a una voluta mostruosità, sono considerate surrealiste; solo nel periodo detto delle ossa (1928-29) si ha una vera e propria visione surrealista. Ma l’istinto formale, plastico dell’artista riprende il sopravvento con un gruppo importante di sculture (1930-34; busti, nudi femminili, animali, costruzioni metalliche).

Durante la guerra civile spagnola Picasso vive con forte impegno il dramma del suo paese; per un breve periodo è direttore del Prado. La spietata denuncia degli orrori del fascismo e della guerra raggiunge i toni più alti del dramma in Guernica (ora nel Museo Reína Sofia). Dopo la guerra, è un nuovo periodo di distensione, partecipa a vari congressi della pace ed esegue l’affiche con la colomba per quello di Parigi del 1949. Dal 1947 soggiorna a Vallauris, dove si dedica prevalentemente alla ceramica, poi a Cannes e dal 1961 si stabilisce a Mougins. Con maggiore serenità ricerca nei miti classici e nell’antichissima tecnica della ceramica il senso profondo dell’anima mediterranea. Muore a Mougins nel 1973, a 91 anni, dopo una vita di creazione intensa e senza pause.