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Guernica. Icona di pace
Leggere l’opera
4 Novembre - 5 Dicembre 2018

IL CAPOLAVORO DI PABLO PICASSO

 

Leggere Guernica, dal catalogo della mostra

 

Guernica è un’opera speciale, lo si avverte dal primo sguardo: un’opera monumentale di 27 metri quadrati che non entra  nella sua totalità in una sola pagina di un libro. Tutti i personaggi che la animano sono più grandi che in natura, sono situati in uno spazio chiuso, in totale assenza di colore, sei esseri umani e tre animali assemblati in modo che diano subito al primo impatto la sensazione di un mondo in cui domina l’angoscia.  Scopriremo che si tratta di un’opera autobiografica di uno spagnolo in esilio: il genio Picasso, divenuta un’icona per il mondo intero!

 

 

L’arte non si legge come un testo, non si può spiegare ma è affascinante imparare a guardare un’opera d’arte: Guernica non è una semplice illustrazione di un avvenimento ma una successione di immagini estremamente complesse che vogliono comunicarci sensazioni forti . La scena si svolge in uno spazio chiuso, con una parte enigmatica di tetto  ricoperto di tegole al centro. Dal soffitto pende una lampada che forma un’ellisse con punte che disegnano ombre scure sul muro. Dopo una prima impressione di caos notiamo che la costruzione dell’opera poggia su alcune figure dalla forte carica emotiva.

A sinistra la madre, accovacciata a terra, il busto denudato tiene il suo bambino morto tra le braccia: una scena forte che evoca angoscia e morte. Il volto della madre rivolto verso l’alto urla tutto il suo dolore con occhi a forma di lacrime.  La madre che ha perso il suo piccolo esprime il massimo del dolore verso il toro, figura minacciosa  che entra nella scena da sinistra verso destra ma gira  violentemente la testa in senso opposto, fissando lo spettatore. E’ impassibile e assente dal dolore che l’umanità esprime attorno a lui. Alla sua destra un uccello in preda al panico, avvolto dall’ombra,  con la testa tesa verso l’alto sembra emettere un grido stridulo. A terra  un uomo dalle braccia tese, con un braccio tranciato, la mano sinistra  con le dita contratte e il palmo solcato da segni profondi, la mano forse di un lavoratore mentre l’altra mano  è serrata a pugno e stringe una spada spezzata, ma un piccolo fiore spunta da sotto. E’ un soldato quindi ed anche la sua testa è volta verso l’alto in un grido muto, gli occhi senza vita. Al centro sotto la luce, un cavallo, l’animale vicino all’uomo al contrario del toro, si contorce dal dolore perché trafitto da una lancia la cui punta fuoriesce dal fianco. Il suo corpo è coperto di piccoli tratti neri, evocano forse i caratteri tipografici di un giornale.  La sua criniera denota che la testa è stata girata a sinistra in un movimento doloroso e dalla sua bocca aperta esce un grido acuto , penetrante. A destra in basso una donna si trascina, un ginocchio a terra quasi oppressa da un peso, alza la testa in un atteggiamento implorante, sembra ferita .  Alla sua destra un’altra donna di cui si vedono solo le braccia alzate in segno di supplica e disperazione, sembra avvolta dalle fiamme di un incendio, forse nel tentativo di raggiungere la finestra sopra la sua testa .
Tre sono le immagini drammatiche di morte nell’opera in tre punti diversi dell’opera. Picasso ha mutato la loro posizione nel corso degli studi preparatori: la madre ad esempio è stata prima immaginata mentre sale una scala, quasi una Madonna che ascende alla croce del figlio morto, poi ha abbandonato il colore e la ritrae come una novella pietà col figlio abbandonato in grembo in una posizione potente, sotto il toro:  il massimo del dolore verso il massimo dell’indifferenza e della crudeltà!
La quarta figura femminile è un’enigmatica portatrice di luce  che entra quasi fosse aspirata, solo con un lungo braccio teso  che regge una torcia . Quindi sei figure principali e quattro di loro tendono verso la sinistra e ci fanno quindi comprendere che Guernica si legge all’inverso da destra a sinistra, all’inverso  come il mondo in guerra che Picasso ci descrive.

Picasso quindi scompone e semplifica i corpi, fraziona lo spazio tridimensionale,  moltiplicando i punti di osservazione dell’opera: la lampadina elettrica ci indica che siamo in uno spazio chiuso mentre la parte di tetto in uno spazio aperto, all’esterno. Una visione simultanea, elemento questo proprio del linguaggio cubista, che rende nello stesso tempo i tragici effetti del bombardamento.

Nell’orizzontalità dell’opera quasi fosse un fregio, l’occhio coglie un triangolo che conduce lo sguardo verso l’alto, verso la luce :una speranza dopo tanto dolore?

Ad una più attenta osservazione notiamo che questo triangolo mette in evidenza una divisione in tre parti della composizione: la zona sinistra con il toro, la madre e il bambino, la parte destra con la donna tra le fiamme, la parte centrale è dedicata al cavallo ferito e alla portatrice di luce.  Il cavallo è l’animale che accompagna l’uomo nella sua lotta contro il male, da sempre, anche nelle tauromachie dove il toro rappresenta la forza bruta contro l’uomo che è il simbolo della forza della ragione.

Qui il toro, di cui ci sono molti disegni preparatori, si stacca dalla scena, ignorando il dolore attorno a lui e il suo sguardo inquietante si rivolge dritto allo spettatore. E’ stato detto che  non prende la colpa di quel dramma su di sé ma la rinvia al mondo! Indomito, nella sua immobilità minaccia l’umanità con la sua violenza. Del mondo degli uomini non restano che donne angosciate e animali! Il disordine ha sconvolto il mondo.

Interessante in questo punto centrale il mutamento di Picasso: prima al centro dell’opera  c’era il braccio alzato col pugno chiuso simbolo del saluto dei repubblicani che successivamente toglierà perché l’opera non sia legata ad uno specifico momento storico ma divenga un simbolo universale contro tutte le guerre. Picasso ha scelto quindi di rappresentare questo dramma sotto forma di allegoria, non utilizzando elementi reali. L’esilio ha reso più doloroso questo conflitto che ha colpito la sua terra e quindi più intensa la sua reazione. Picasso decide di non tacere e di reagire immediatamente, come aveva fatto Goya nel suo “Les executions du 3 mai 1808, 1814 quando ritrae la fucilazione di migliaia di civili spagnoli che si erano rivoltati durante l’occupazione francese in Spagna. Il male che l’uomo fa ai suoi simili è il sonno della ragione che genera mostri, per tornare a Goya. André Malraux scrisse quanto Picasso ammirasse soprattutto quest’opera di Goya, in cui la duplice illuminazione lo affascinava: la luce diffusa della notte e quella precisa e brutale del fascio proiettato dagli assassini .

Importanti i contenuti simbolici non solo per la comprensione dei contenuti specifici ma anche per valutare la valenza dei simboli nell’arte e per comprendere perché Guernica è oggi un’icona straordinaria di pace. La bellezza di queste immagini anche se esprimono violenza e disperazione sta nelle emozioni che ci vengono trasmesse e comunicate. Ecco quindi la straordinaria potenza ed efficacia con cui emerge il valore della pace per “abbattere i cancelli dell’odio” come scrive Neruda, la bellezza che assume una dimensione estetica ed etica insieme.

Si utilizzeranno le parole dell’artista stesso espresse in una dichiarazione pubblica mentre lavorava sull’opera: “ la guerra in Spagna è la reazione contro la gente e la libertà. Tutta la mia vita di artista non è stata niente di più che una lotta continua contro la reazione e la morte dell’arte. Come si potrebbe pensare, anche per un solo momento, che io possa essere d’accordo con la reazione e con la morte? Quando è iniziata la rivolta, il governo Repubblicano di Spagna, legalmente eletto e democratico, mi ha nominato direttore del Museo del Prado, carica che ho subito accettato. Nel pannello su cui sto lavorando che chiamerò Guernica, e in tutti i miei recenti lavori d’arte, ho chiaramente espresso il mio orrore per la casta militare che ha sprofondato la Spagna in un oceano di dolore e di morte…”

Di qui l’attualità e l’universalità del messaggio : la violenza di quell’atto brutale investe tutta la cultura dell’occidente e  ci porta a chiederci: dov’è oggi la Guernica di fronte alle continue stragi a cui assistiamo? Dove sono oggi le voci di artisti e intellettuali che si levano contro la barbarie della guerra?


Il mondo è pericoloso non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di quelli che guardano e lasciano fare” Albert Einstein

Serena Baccaglini

Bibliografia

Nelson Rockefeller’s Picassos, San Antonio Museum of Art, 2014
Brassai , Conversations avec Picasso,Paris Gallimard, 1964
Malraux André, La tête d’obsidienne, Paris, Gallimard, 1974
Ferrier Jean-Louis, de Picasso à Guernica, Paris , Denoël, 1985
Gervereau Laurent, Autopsie d’un chef d’oeuvre- Guernica, Paris –Méditerranée, 1996
Kathleen Brunner, Picasso rewriting Picasso, Black Dog Publishing Ltd, 2014
René Dürrbach, Jacqueline de la Baume Dürrbach, Conversations, Musée Estrine, Saint-Rémy, 2008
K.L.H. Wells, Rockefeller’s Guernica and the collection of modern copies, Journal of the History of Collections, 2014
Hommage à Pablo Picasso. Peintures,  Exh.cat. Paris, Réunion des Musées Nationaux, 1966
Paulvé Dominique, Marie Cuttoli, Myrbor et l’invention de la tapisserie moderne, Paris, Editions Norma 2010
Miller Dorothy, The Nelson A. Rockefeller Collection: Masterpieces of Modern Art, New York: Hudson Hills Press, 1981