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Coppa America
Venezia, 12 maggio – 20 maggio 2012

Il bacino di San Marco e il tratto di mare al largo del Lido, nel maggio 2012, sono stati teatro delle sfide, lo storico Arsenale è stato il cuore pulsante della ‘macchina’ organizzativa: a Venezia lo sbarco della Coppa America ha assunto un sapore del tutto particolare. Assolutamente unico è stato lo spettacolo delle regate che ha offerto al pubblico di appassionati e curiosi un mix di storia e arte millenaria e della più avanzata tecnologia nel campo della vela.

Si sono susseguiti il trofeo ‘Arzanà Città di Venezia’ e poi le regate valide per le World Series per la Coppa America. Arzanà Navi, e il suo presidente Alberto Peruzzo, decisero infatti di abbracciare il progetto che si è svolto in uno specchio d’acqua simbolo per secoli della ‘Serenissima’ Repubblica, vero momento centrale della potenza marinara veneziana e di tutta la storia della città.

C’é infatti la parte sud dell’Arsenale, quella che si affaccia verso il centro cittadino, con la porta ‘presidiata’ dai due leoni di pietra, storicamente riservata alla Marina Militare; la parte riservata alle attività espositive della Biennale. Poi la parte nord che negli ultimi anni sta recuperando nuova vita grazie all’attività di recupero non solo delle parti murarie, ma anche dei loro contenuti, visto che vi trovano stabile insediamento Thetis (dal 1996), il Cnr e il Consorzio Venezia Nuova.

Venezia legata indissolubilmente alla vela e alla sua laguna, elementi che hanno accompagnato la sua millenaria storia influenzandone vicende, relazioni e trasformazioni. Proprio per questo suo tradizionale legame, Venezia la location perfetta per ospitare le gare del più antico trofeo sportivo al mondo: la Coppa America, che è stata quindi l’occasione ideale per ribadire ancora una volta l’amore e la vocazione di Venezia per il mare.

Le gare di vela sono state anche collegate ad una serie di iniziative aventi come obiettivo la sostenibilità e la difesa dell’ambiente: oltre a puntare su un evento a impatto zero, attraverso un rigido controllo delle emissioni e l’utilizzo di materiali riciclabili, la Coppa America e gli organizzatori locali si sono impegnati in un progetto per la difesa degli oceani, che ha visto Venezia protagonista di un intervento per la protezione dell’ambiente marino.

Le evoluzioni delle imbarcazioni sono state stilizzate e rappresentate dall’artista internazionale Fabrizio Plessi in un’opera che è stata scelta come il premio per il team vincitore della competizione Arzanà’s Trophy City of Venice. I premi rappresentavano delle riproduzioni in scala ridotta di Mare Verticale, l’enorme stele dalla forma di una barca di 44 metri d’altezza, che emergeva dalla laguna all’ingresso della Biennale d’arte di Venezia del 2005. “Questa scultura d’acciaio cromato, al cui interno scorreva una cascata d’acqua virtuale ricreata attraverso l’uso di schermi e monitor – spiega Plessi – rappresenta un simbolo per Venezia.”