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La natura e la tecnologia sono indissolubilmente legate. Dal mondo della tecnologia ci arrivano continuamente nuovi strumenti e nuovi modi di rappresentare la realtà, ma la relazione funziona anche in senso inverso. Spesso accade che osservando la natura scopriamo dinamiche, caratteristiche, strutture che la scienza è in grado di trasformare in tecnologia.

Si chiama biomimesi lo studio dei processi biologici e biomeccanici della natura come fonte di ispirazione per il miglioramento delle attività e delle tecnologie umane.

Le piante, in particolare, contengono al loro interno una grandissima ricchezza di informazioni. Sono organismi straordinari. Non parlano, apparentemente non si muovono, eppure ci permettono di vivere. Producono l’ossigeno che respiriamo, ci danno da mangiare, ci danno da vestire e rappresentano una fonte preziosa di spunti che possiamo sviluppare, anche in altri ambiti.

Studiando come gli organismi vegetali utilizzano l’energia luminosa possiamo produrre energia verde. Studiando come si sviluppano e come funzionano le radici delle piante possiamo migliorare le capacità di assorbimento delle colture di interesse per l’alimentazione umana. Studiando come alcuni organismi vegetali resistono alla siccità e come accumulano metalli pesanti tossici possiamo sviluppare strategie per coltivare in ambienti ostili o per bonificare ambienti inquinati attraverso la fitodepurazione. Dalla natura impariamo a raccogliere acqua piovana e a conservare vaccini senza frigorifero.

È la natura a fornirci lo spunto per lo sviluppo delle reti per lo scambio di informazioni e la creazione delle più semplici e, per questo ardite, architetture ecosostenibili.

In questo modo alla realtà della natura si affianca una nuova realtà: innovativa, sostenibile, in grado di aprire nuove possibilità e nuove forme di relazione con il mondo. E, nella scienza come nell’arte, è l’osservazione della natura ad originare la sua nuova rappresentazione: una visione che si sovrappone a un’altra visione e che, come un’iperbole, amplifica le relazioni – artistiche questa volta – con il reale, con la natura e con l’universo intero che ci circonda.

Barbara Baldan, Direttore dell’Orto botanico di Padova