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Intervista a Donato Sansone

Abbiamo rivolto qualche domanda a Donato Sansone, artista videomaker autore della seconda opera del progetto Flicks.
Per la Fondazione, Sansone ha realizzato “Life”, visibile  sulla homepage di www.fondazionealbertoperuzzo.it .

 

Quando hai cominciato a usare il video? E in che modo la tua pratica si è evoluta nel tempo?
Ho iniziato un po’ tardi con i video, cioè nel 2002, a 28 anni, quando ho iniziato a seguire i corsi della scuola di animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia. Mi ero già cimentato all’Accademia di Belle Arti, facendo un paio di piccole animazioni, ma poi ho iniziato concretamente nel 2002 quando ho imparato a utilizzare il computer per manipolare le immagini video. Nel tempo il mio lavoro si è evoluto attraversando l’animazione e la live action fino agli effetti speciali, lungo un percorso che non ha mai abbandonato, nello stile, l’idea di pittura. Infatti ho sempre lavorato col video come se dipingessi, manipolando l’immagine come se manipolassi del colore sulla tela.

 

Parlaci di “Life”. Da dove nasce l’idea?
“Life” è un video molto semplice che nasce più da un piacere estetico che concettuale. Il filmato attraversa tutta la vita di un essere umano, che mi sono divertito a rappresentare attraverso un collage di foto di centinaia di persone. C’è il ciclo della vita, dalla nascita fino alla morte, tecnicamente rappresentato con l’utilizzo di una sequenza di parti di foto. Queste immagini, messe insieme, formano un continuo formicolio dell’immagine. Forse dal punto di vista concettuale può sembrare poco originale, ma il risultato estetico è affascinante e mi sono divertito molto a realizzarlo.

 

Alcuni dei tuoi video hanno avuto online centinaia di migliaia di visualizzazioni e “Ghostcrash” è addirittura diventato un fenomeno virale raggiungendo centinaia di milioni di persone. Per un video d’artista sono numeri incredibili. Che rapporto hai con i social network e con Internet in generale?
Internet è in un certo senso la mia galleria d’arte. È il luogo dove i miei video possono vivere oltre i festival. Ormai parlare di Internet come di un’entità separata non ha quasi più senso perché è parte integrante della nostra realtà, ed è il luogo dove avvengono buona parte delle cose. Il mio rapporto con Internet è fondamentale come lo è per tutti, e lo è ancora di più se si fa un lavoro come il mio perché dove si ha la possibilità di far “viaggiare” i propri lavori.

 

Quali sono i tuoi artisti o registi di riferimento per quanto riguarda le immagini in movimento?
I miei riferimenti creativi sono nella rete e nel mondo, sono la vita e l’arte in generale. Tutto ciò che suscita in me stupore e mistero diventa una fonte di ispirazione. Di conseguenza amo quegli artisti che suscitano in me mistero, inquietudine oppure meraviglia visiva, e ce ne sono tanti. Oggi come oggi abbiamo un mondo pieno di invenzioni creative ed estetiche e possiamo facilmente trovarle navigando in rete e sui social network. Parlando nello specifico di registi di riferimento, citerei senza dubbio David Lynch, che è stata la persona che in un certo senso mi ha “cresciuto” creativamente, e anche Tim Burton, che mi ha condotto in mondi fantastici e meravigliosi.

 

Puoi consigliarci un video d’artista, oppure un cortometraggio o un videoclip da vedere?
Consiglierei di vedere l’ultimo videoclip di Björk , “Tabula rasa”, che trovo meraviglioso sia da un punto di vista tecnico che estetico.