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“Guernica. Icona di pace” nelle parole di Carlo Amirante

Guernica. Icona di pace

Le parole di Carlo Amirante sulla mostra

 

In occasione della mostra Guernica. Icona di Pace a cura di Serena Baccaglini, in arrivo a Padova grazie alla Fondazione Alberto Peruzzo, proponiamo un significativo testo del costituzionalista Carlo Amirante:

“Se la bianca colomba di Picasso è il simbolo universalmente noto della pace e di quel grande movimento pacifista di cui oggi la memoria sembra affievolita, Guernica – per molti il suo capolavoro – rappresenta una straordinaria denuncia dei drammi, dei dolori e dell’orrore che le guerre hanno sempre causato e continuano ancora oggi a causare al genere umano.

(…). L’articolo 11, col quale la Repubblica italiana, prima fra le Costituzioni europee, «…ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» pone il sugello a quella condanna della guerra che Guernica esprime in modo unico e irripetibile.

L’elegante volume curato dalla professoressa Serena Baccaglini autrice, dopo anni di ricerche, della riscoperta del grande cartone che nasce dall’olio di Guernica (oggi parte della collezione permanente del museo Reina Sofia di Madrid) descrive con appassionata perizia i molteplici contenuti simbolici del capolavoro picassiano.

Guernica, ideato e realizzato in soli trentatré giorni, dopo il bombardamento che rase al suolo il paese basco da cui il celebre dipinto prende il nome, è divenuto da simbolo della resistenza agli orrori delle guerre nazifasciste manifesto di condanna di ogni guerra, un’icona di pace e una guida per la tessitura dell’arazzo esposto all’ONU.

L’opera, come ricorda Serena Baccaglini, è forse la più documentata della storia della pittura, perché la talentuosa fotografa Dora Maar, a quei tempi la donna di Picasso, ha documentato con oltre 3000 scatti la nascita e l’intera realizzazione di una tela che, per le sue dimensioni, costrinse Picasso ad individuare un ampio locale dove potesse lavorarvi.

Il grande cartone, opera autonoma rispetto al quadro esposto a Madrid, è il primo di una serie che ha costituito la base per l’allestimento di 26 arazzi commissionati dal magnate Nelson Rockefeller a Picasso ed a Jacqueline Dürrbach , una straordinaria tessitrice che godè della fiducia incondizionata sia di Rockefeller che di Picasso.

Il volume è impreziosito da un corredo di immagini che si riferiscono sia ad artisti impegnati come Picasso contro I disastri  della guerra (primo fra tutti Goya) sia ad altri capolavori del Maestro.

Arricchito dalle firme di prestigiosi studiosi ed esperti d’arte, il volume collettaneo offre al lettore «sensibile al potere dell’arte» una forte sollecitazione all’impegno civile contro I focolai di guerra che insanguinano tanti paesi.
Una guerra divenuta «assoluta e totale» che – come ricorda Fabrizio Battistelli, Presidente dell’Istituto di Ricerche Internazionali, nel saggio che chiude il volume – «incontra sempre meno limiti oggettivi nella potenza distruttiva degli armamenti a disposizione e nessun limite soggettivo nel rispetto delle consuetudini e delle leggi che può violare impunemente», spesso nell’inerzia colpevole e talora nella connivenza dell’ONU. Dando ragione così ad Albert Einstein che, come ricorda Serena Baccaglini, ebbe ad affermare «il mondo è pericoloso non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di quelli che guardano e lasciano fare».”

 

Carlo Amirante