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Il fascino delle biblioteche antiche

La difficile fase storica che tutto il mondo sta vivendo ha spinto i consumi culturali, in special modo la lettura e la fruizione di contenuti digitali. In Italia sono cresciuti, in molti casi di più del 100%, gli accessi alle biblioteche digitali, incluse  le formule di prestito di ebook, ma anche di periodici, audiolibri, musica e risorse open. Le sole consultazioni sono cresciute di più del 150%.

Questo aspetto, seppur molto positivo,  ci porta però anche a pensare a quanto ci manchino le biblioteche ‘fisiche’, in particolare quelle di grande storia e di fascino architettonico. Abbiamo quindi deciso di ricordarne alcune in questo articolo, cominciando da quelle del nostro paese.

Vorremmo innanzitutto partire da Venezia e dalla Biblioteca Marciana. Conosciuta anche come Biblioteca Sansoviana, nacque grazie alla sponsorizzazione del cardinale Bessarione, che nel 1468 donò la sua collezione di circa 750 codici alla quale ha poi aggiunto altre 250 manoscritti e opere stampate. Venezia accettò il dono e lo Stato Veneto si impegnò a creare un edificio degno di questo dono, ma la costruzione cominciò solo nel 1537 utilizzando i disegni di Jacopo Sansovino che volle armonizzare il più nobile stile classico rinascimentale con la pittoresca atmosfera veneziana. La Biblioteca Marciana ha un milione di volumi, 13.000 manoscritti e più di 2.800 incunaboli.

Non molto lontano, dobbiamo ricordare la prima biblioteca civica d’Italia e d’Europa, la Biblioteca Malatestiana di Cesena. Qui è conservato il più piccolo libro leggibile ad occhio nudo del mondo. La Malatestiana è un gioiello dell’Umanesimo italiano: progettata da Matteo Nuti, allievo di Leon Battista Alberti, fu realizzata nel 1454 presso il Monastero Francescano allo scopo di dare una sistemazione ai preziosi codici dei frati.

La Biblioteca Apostolica Vaticana a Roma è stata per lungo tempo la biblioteca più grande al mondo, ed Il Salone Sistino (1587-89), è una enorme aula a due navate totalmente decorate, di  70 metri per 15. Custode di una delle più importanti raccolte del pensiero umano, la Biblioteca vanta l’inestimabile Codex Vaticanus, tra i più antichi manoscritti esistenti della Bibbia.

A Bologna si trova invece la Biblioteca Universitaria, con la monumentale sala di lettura detta Aula Magna, con scaffalature a due ordini in noce massiccio, realizzata da Carlo Francesco Dotti per volontà di Papa Benedetto XIV. All’ingente patrimonio librario di oltre 1.250.000 volumi si affianca la quadreria, composta da 400 ritratti di personaggi illustri.

Non possiamo non ricordare la Biblioteca Medicea Laurenziana, a Firenze,  una delle principali raccolte di manoscritti al mondo, nonché un importante complesso architettonico di Firenze, disegnato da Michelangelo Buonarroti tra il 1519 e il 1534. Essa custodisce 68.405 volumi a stampa, 406 incunaboli, 4.058 cinquecentine e, soprattutto, 11.044 pregiatissimi manoscritti, nonché la maggiore collezione italiana di papiri egizi.

Vogliamo concludere con un riferimento a Padova, città dove sorge la nostra Fondazione, dove si trovano almeno due rinomate biblioteche. Una è la Biblioteca Antica della Basilica del Santo. Risale alle origini del convento della Basilica del Santo, che verso il 1240 era in costruzione come «nobile monasterium». La storia della biblioteca si intreccia con quella della comunità dei Frati Minori Conventuali, dal medioevo ad oggi custodi del santuario. Caso forse unico in Italia tra le antiche biblioteche francescane, si è conservata sostanzialmente integra fino ai nostri tempi.

L’altra a Praglia, all’Abbazia, dove l’antica biblioteca si fregia di un ciclo di tele tardo cinquecentesche di Giovanni Battista Zelotti, incastonate negli scomparti del soffitto ligneo. All’interno dell’Abbazia, un laboratorio di restauro di libri e codici antichi ha reso Praglia famosa nel mondo.