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#thepowerofART – Intervento di Matilde Cadenti

“Pensando a un’opera che possa esprimere come sto vivendo questi tempi in cui la nostra normalità è stata sconvolta nel profondo, mi viene in mente l’artista Marco Maria Zanin, che nella sua ricerca artistica ha spesso esplorato le aree rurali e periferiche della sua (e mia) terra di origine, il Veneto.

Sto infatti trascorrendo questo periodo di quarantena tra le campagne vicino a Mogliano, e dalla finestra di casa posso scorgere alcuni ruderi campestri, che mi rimandano col pensiero alle fotografie della serie Cattedrali rurali di Zanin.

Queste rovine perdute nella campagna veneta si stagliano immobili e solenni in un fermo immagine quasi irreale: sembrano essere state rimosse dal flusso del tempo, sospese e congelate, eppure dovevano essere abitazioni, o forse rimesse, luoghi simbolo di una temporalità profondamente legata alla terra, in cui il tempo è inteso come scansione di tanti piccoli rituali legati alla famiglia e alla casa. In questi tempi complessi, di isolamento forzato, è inevitabile pensare agli affetti.

Ma anche a Venezia, al lavoro, al ritmo della città, che così tanto differisce da quello agreste in cui sono confinata: lento, scandito dal lavoro della mano dell’uomo, espressione del sacro vincolo che le persone in passato sapevano stabilire con la terra. Un lavoro che si fa matrice del linguaggio dell’uomo e della sua identità, espressione di una collettività e di una società che – passato questo frangente emergenziale – tenterà di ricostruire molte cose, forse partendo proprio da quelle tradizioni e saperi di cui l’operosità agreste è intrisa.”

Matilde Cadenti

La ricerca artistica di Marco Maria Zanin (Padova, 1983) esplora il tema della memoria e delle radici nella società contemporanea. Nelle sue opere, altamente poetiche e contemplative, passato e presente si sovrappongono e tracciano un nuovo percorso interpretativo.

Con “Cattedrali rurali”, Zanin ci accompagna in un viaggio alla scoperta di territori “al margine”, nel particolare la campagna veneta, oramai abbandonata e dimentica, parte di un passato che ha lasciato spazio all’industria dimenticando la sua civiltà rurale.

Le Cattedrali rurali sono le tracce di questo abbandono. Strutture imponenti ma fragili, emergono dalla coltre nebbiosa richiamandoci alla nostre origini.  
Non sono edifici religiosi, ma case coloniche dove vivevano le famiglie di contadini che coltivavano la terra; simboli del sacro legame – da qui l’epiteto “cattedrale” –  che gli uomini del passato hanno saputo instaurare con la terra.
Un rapporto di appartenenza che richiama all’essenza della vita, al ritmo naturale delle cose, all’armonia e alla semplicità.

“Una dimensione umana che la nostra epoca ha escluso dalle sue categorie e abitudini, e che lascia crollare, proprio come quegli edifici.”

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MATILDE CADENTI | Dà vita a galleria Marignana Arte a Venezia nel 2013 assieme a Emanuela Fadalti. Situata in un sestiere, quello di Dorsoduro, strategico per le arti del nostro tempo e considerato il cuore pulsante del contemporaneo a Venezia, si trova a pochi passi dalla Collezione Peggy Guggenheim, da Punta della Dogana e da Fondazione Vedova. Il programma della galleria esplora varie espressioni della ricerca artistica contemporanea, prestando attenzione sia alle proposte delle nuove generazioni che alla valorizzazione di artisti già affermati in campo internazionale. Marignana Arte è inoltre impegnata in collaborazioni internazionali che prevedono anche la realizzazione di progetti con istituzioni sia private che pubbliche.