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#restART – La cultura si fa digitale. Perle del cinema da vedere online.

Costretti a stare a casa per via del Coronavirus, passiamo il tempo a cercare qualcosa dalla TV a Netflix ad Amazon Prime.
Ma se volessi vedere quel film anni ’70 per veri e propri intenditori, come posso fare?
Vai di streaming online, cerco tra i vari suggerimenti proposti e inizio evitando tutti i possibili virus e blocchi che trovo in rete. Nella migliore delle ipotesi, trovo il film che stavo cercando, clicco play e mi siedo sul divano. Ad un certo punto il film si blocca, si sgrana, si sente male o piano. Spengo.

Ma se vi dicessimo che tutto questo potrebbe essere evitato semplicemente andando sul sito della Cineteca di Milano? Oltre 500 titoli di classici della cinematografia internazionale da vedere in streaming gratuitamente.

Per chi non la conoscesse, la Cineteca di Milano è uno dei più importanti archivi di cinema muto in Europa e centro di restauro di film. Nasce nel 1947, e si occupa di “conservazione e valorizzazione del patrimonio filmico e di diffusione della cultura cinematografica sia in Italia che all’estero”.
La sua collezione spazia da oltre ventimila film, più di centomila fotografie, una raccolta di sceneggiature originali e una collezione di quindicimila manifesti del cinema muto e sonoro della storia del cinema italiano e internazionale.

Come tante altre istituzioni culturali in quarantena anche la Cineteca Milano dà il suo contributo nell’era della digitalizzazione aprendo al proprio pubblico il proprio archivio cinematografico consultabile comodamente da casa. Una volta chiuse le porte per via dell’ordinanza regionale, ha aperto una finestra online permettendo a tutti i cinofili e non di riscoprire capolavori “della storia della settima arte.”

Da tempo la cineteca lavorava nell’ottica di digitalizzare gran parte dei propri archivi permettendo così una fruizione più ampia di un vastissimo catalogo di film, spot, frammenti di documentari restaurati e digitalizzati.

Per citarne alcuni, Femmine folli (1921) di Erich Von Stroheim, Delitto e castigo (1923) di Robert Wiene, Faust (1926) di Friedrich Wilhelm Murnau, La caduta della Casa Usher (1928) di Jean Epstein, Crepuscolo di gloria (1928) di Josef Von Sternberg, Uomini di domenica (1929) di Robert Siodmak e Edgar G. Ulmer. Ma troviamo anche delle perle meno conosciute come La taverna del Tibiccì (1935) di Lamberto Ristori, uno dei capostipiti dell’animazione italiana, e La cicala, splendido film d’animazione araba di origine incerta.

“Il cinema è un genere di conforto”, afferma il direttore della Cineteca, e più che mai in questa situazione di emergenza nazionale, la cultura entra nelle case di tutti gli italiani per rispondere agli interessi di tutti. “Un’opportunità esclusiva per esplorare il cinema del passato e scoprire tesori.”

Per accedere al catalogo dei film occorre registrarsi gratuitamente e loggarsi tramite il sito www.cinetecamilano.it/biblioteca.

Un’iniziativa culturale ma anche digitale.
Dalle 100-150 visite iniziali, il sito ha raggiunto un picco fino a 75 mila visitatori al giorno registrando un incremento delle iscrizioni al servizio che oggi conta circa 30.000 utenti, provenienti non solo da Milano e dalla Lombardia, ma anche da altre regioni del territorio italiano, in Europa e in diverse zone degli Stati Uniti e dell’America Latina. In tantissimi hanno espresso entusiasmo e gratitudine per l’iniziativa, tanto da causare alcuni momenti di intoppo tecnico, dovuto al sovraccarico del sistema in seguito alle centinaia di registrazioni.

In questo periodo di reclusione forzata, la cultura (ri)trova nuove forme di fruizione attraverso la tecnologia, con iniziative variegate volte a lanciare un segnale di vitalità al di là del cortocircuito scattato tra emergenza reale e paura.
L’esempio più forte è stato riscontrato nel settore museale, dove molte istituzioni hanno reagito alla chiusura traslando le loro esposizioni in chiave digitale: da video percorsi all’interno degli spazi, ai racconti in pillole delle collezioni, alle conferenze fino alle performance affidate alla rete attraverso clip sui social.

Un incentivo in più per restare a casa, senza perdere quello che la cultura in altre occasioni avrebbe potuto permetterci di vedere dal vivo.